Preparazione del filo per fissare la rete di fondo e il bonsai

Intermedio: Uma Rinvaso: Fondamenti

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In preparazione al rinvaso della Sabina cinese, si sistemano la retina da drenaggio e il filo di fissaggio. La lunghezza del filo, il metodo di ancoraggio: basta che il centro di gravità sia diverso tra latifoglie decidue e Sabina cinese, e ciò che si fa cambia. Dove si concentra il peso? Questa domanda si nasconde in ognuno dei gesti della preparazione.

Ayumi / Uma / Fune
Rinvaso Shimpaku Inverno

Nella preparazione del vaso, c'è già una scelta

Prima che inizi il rinvaso vero e proprio, bisogna preparare il vaso. Si applica la retina da drenaggio sul fondo del vaso pulito, poi si sistemano i fili di fissaggio per ancorare l'albero. Può sembrare un passaggio di poco conto, ma anche qui sono necessarie delle valutazioni.

Il filo va tagliato lungo fin dall'inizio. Se lo si prepara troppo corto, non basterà nel momento del rinvaso. Sembra una cosa piccola, eppure in questo si riflette la natura del rinvaso come operazione: in una sequenza di passaggi che non ammettono ripensamenti, la preparazione è l'unico momento in cui si può anticipare ciò che verrà. Quella margine di agio qui, crea la calma per i passaggi successivi.

Perché il metodo cambia tra latifoglie decidue e Sabina cinese

Il modo di fissare il filo cambia a seconda dell'albero. Per le latifoglie decidue, si fa passare il filo dal basso e lo si aggancia con un uncino. Ma per la Sabina cinese è diverso: il filo passato dal basso viene legato saldamente in alto.

Perché? La Sabina cinese è un albero con molto volume nella parte superiore. La quantità di terriccio che entra nel vaso è relativamente poca, e il centro di gravità tende a spostarsi verso l'alto. Un semplice aggancio non è sufficiente a contrastare quel peso. Solo facendo passare il filo dal basso e legandolo bene in alto si riesce davvero a sostenere il peso di quest'albero.

Non si tratta di memorizzare una procedura del tipo «per la Sabina cinese si fa così». Dove si concentra il peso di questo albero? È partendo da quell'osservazione, ragionando a ritroso, che si sceglie il metodo. Anche nella stessa «preparazione del vaso», ciò che si fa cambia a seconda che si sappia o meno leggere l'albero che si ha davanti.

Prima di muovere le mani, si guarda l'albero

La fase di preparazione non è un «preliminare» al rinvaso. Osservare la forma dell'albero, immaginare il centro di gravità, scegliere il metodo di fissaggio: il rinvaso comincia già qui.

Posizionare la retina da drenaggio, far passare il filo, verificare la lunghezza. In ognuno di questi gesti si cela la domanda: «come tratterò questo albero».

Memorizzare le procedure e saper leggere l'albero sono due abilità distinte. La prima si acquisisce con la ripetizione. La seconda cresce poco a poco, in proporzione a quanto tempo si è trascorso davanti agli alberi. La preparazione al rinvaso è il luogo in cui entrambe si incontrano in silenzio.

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